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Progetto Educativo – Scuola dell’infanzia S. Giuseppe

“Il rispetto dei diritti propri di ogni persona e di ogni bambino
è il segreto più profondo della vera pace.”

Identità della scuola parrocchiale di Pero

La Scuola dell’Infanzia parrocchiale S.Giuseppe vuole considerarsi un’opportuna iniziativa sociale, educativa e culturale della Chiesa di Pero, in provincia di Milano.

Come tutte le scuole cattoliche, il suo elemento caratteristico è quello di un ambiente comunitario scolastico permeato dello spirito evangelico di libertà e carità; la fedeltà al Vangelo annunciato dalla Chiesa cattolica è il criterio fondamentale che ispira la sua proposta educativa e culturale.

La Scuola vuole inoltre essere l’espressione del diritto di tutti i cittadini alla libertà di educazione e del corrispondente dovere di solidarietà nella costruzione della convivenza sociale, offrendo un contributo prezioso alla realizzazione di un reale pluralismo.

Essa concorre all’educazione e allo sviluppo affettivo, psicomotorio, cognitivo, morale, religioso e sociale delle bambine e dei bambini promuovendone le potenzialità di relazione, autonomia, creatività, apprendimento, assicura pertanto un‘effettiva uguaglianza delle opportunità educative.

Nel rispetto della primaria responsabilità educativa dei genitori, la Scuola dell’Infanzia S.Giuseppe contribuisce alla formazione integrale delle bambine e dei bambini e, nella sua autonomia e unitarietà didattica e pedagogica, realizza la continuità educativa con il complesso dei servizi all’infanzia e con la scuola primaria.

Svolge un servizio pubblico senza finalità di lucro a vantaggio di tutti i bambini senza discriminazioni e intende, sempre nel rispetto dei primari diritti e doveri dei genitori, radicare la propria proposta educativa su una concezione cattolica della vita, che genitori e insegnanti si impegnano a rispettare, in spirito di vicendevole collaborazione.

Brevi cenni storici

La Scuola dell’Infanzia S.Giuseppe è stata fondata nel mese di settembre del 1933 dall’allora parroco di Pero Don Arturo Longoni ed è nata come espressione dell’identità religiosa e ideale della comunità locale che ha inteso assumersi spontaneamente l’impegno di soddisfare un’esigenza sociale quale l’educazione prescolare.

Per circa sessanta anni è rimasta affidata alle cure delle Suore di Betlemme da prima nella sede di Via Figino e successivamente nell’edificio appositamente costruito da Don Giuseppe Ghezzi, dove la scuola materna continua tuttora la sua attività.

Nell’anno 2000 la Scuola dell’infanzia S.Giuseppe ha ottenuto il riconoscimento giuridico di scuola paritaria dal Ministero della Pubblica Istruzione (ai sensi dell’art.n.1 comma 4, legge 62/2000). Tale riconoscimento è avvenuto poichè la Scuola ha raggiunto un livello qualitativo e funzionale sempre più adeguato alle esigenze educative delle bambine e dei bambini, ha dimostrato di svolgere un servizio scolastico corrispondente agli ordinamenti generale dell’istruzione, di essere coerente con la domanda formativa delle famiglie e di possedere requisiti di qualità, di efficacia e di efficienza.

Ancora oggi la Scuola è ancorata alla vita della comunità e fondamentale è il suo rapporto con la parrocchia in funzione di una pastorale scolastica e famigliare.

Lo stile educativo

La nostra Scuola dell’Infanzia, di ispirazione cattolica, accoglie i bambini secondo i criteri di età specificati nella nuova riforma scolastica; essa ha lo scopo di fornire un ambiente ospitale e familiare che favorisca lo sviluppo armonico della personalità del bambino.

Nella società complessa in cui viviamo il bambino ha bisogno di trovare nella scuola un ambito sereno capace di accoglienza attenta e premurosa, nel rispetto dell’originalità e unicità di ciascuna creatura umana.

La nostra scuola materna, inoltre, considera il bambino e la persona secondo la testimonianza cristiana, dando importanza e valore alla diversità di risorse di ognuno di noi.

L’offerta educativa valorizza tutte le dimensioni dell’infanzia e del bambino: sociale, intellettuale, etico-spirituale nella consapevolezza che l’intero percorso educativo debba promuovere la formazione di una personalità completa ed equilibrata.

In un’ottica olistica dell’educazione, la scuola, promuove lo sviluppo dell’identità, dell’autonomia, dell’essere e dell’agire, delle competenze e della cittadinanza.

La Scuola dell’Infanzia S.Giuseppe pone al centro del suo educare l’attenzione primaria alla relazione ed interazione col bambino, rendendo le diverse attività e laboratori non solo esperienziali, ma autentici strumenti educativi.

In essi, viene data particolare importanza alle esperienze di relazione e di apprendimento a livello di gruppo, essenziali in questa età per superare l’egocentrismo affettivo, sociale e morale del bambino.

Le attività di sezione e di intersezione diventano per il bambino una possibilità di sperimentare nuove situazioni per imparare ed interiorizzare la disponibilità verso gli altri e alla capacità di collaborazione nel lavoro di gruppo.

Dette attività arricchiscono l’intera comunità scolastica in quanto assicurano l’esperienza della condivisione, dell’apporto personale, di una costante revisione delle proprie scelte.

Pertanto la Scuola materna non deve chiudersi in se stessa, ma realizzarsi come istituzione aperta, disponibile a cogliere, in termini educativi, quanto il mondo esterno è in grado di offrire, diventando un’autentica comunità educante.

La nostra realtà educativa pone al centro:

  • Il bambino;
  • La famiglia;
  • L’educazione partecipata;
  • La progettazione collegiale;
  • La ricerca educativa;
  • La ricerca compartecipata;
  • L’educazione.

Il Bambino

Il Bambino è protagonista attivo dei processi di crescita, dotato di qualità per poter apprendere e cambiare, di molteplici risorse affettive, relazionali, sensoriali, intellettive che si esplicitano in uno scambio continuo con il contesto culturale e sociale. Ogni bambino porta in sé quello di essere rispettato e valorizzato nella propria identità, unicità, differenza e nei propri tempi di sviluppo e di crescita.

La nostra scuola materna a Pero promuove un’idea di bambino competente, unico, ricco, in relazione, in movimento.

Con una propria storia e un bagaglio (valigia) di esperienze.
Alla base dei progetti educativi è necessario riconoscere la centralità della persona.

Parliamo quindi di persona al centro, non un centro assoluto, ma al centro della relazione.
Bambino, quindi, che non è isolato, ma ben presente all’interno di un gruppo e parte integrante di esso.

Fondare l’intervento educativo sui principi della centralità della persona e di una pedagogia attiva significa:

  • Saper ascoltare;
  • Saper prestare attenzione;
  • Accompagnare a nuove forme di conoscenza.

La scuola dell’infanzia allora diviene il luogo nel quale ogni bambino impara a conoscere se stesso e gli altri attraverso l’ascolto di sé e di chi lo circonda, iniziando a conoscere e riconoscere le proprie emozioni e i propri sentimenti, esprimendoli e ascoltandoli.

È il luogo dove riesce a fare esperienze cariche di significato e di messaggi educativi, divenendo attore e riuscendo a modulare in modo armonico la sua crescita.

Il bambino diventa costruttore del suo sapere condividendo strategie con i suoi amici e gradualmente gli è permesso di “imparare a imparare”.

La Famiglia

La Famiglia è intesa come le radici, le basi della crescita dei figli: il papà e la mamma di ogni bambino possono fornire ad esso le ali per volare, e la libertà per decidere dove e come volare.

La famiglia ha il calore di un nido, le dinamiche di una piccola comunità ed è primo ambiente di apprendimento. Si basa sui legami affettivi ma, in quanto comunità, ha un quadro valoriale e normativo (regole).

La famiglia è la prima educatrice del bambino e i genitori sono i primi responsabili dell’educazione dei figli:

“Nell’orizzonte della scuola cristiana la famiglia resta la prima e indispensabile comunità educante.”

L’educazione, infatti, è sì una relazione personale, ma non è un fatto privato. L’ingresso alla scuola dell’infanzia è una grande occasione per prendere più chiaramente coscienza della responsabilità genitoriali.

Le famiglie, scegliendo consapevolmente l’istituzione che maggiormente rispecchia il loro modo di sentire e condividendone l’indirizzo educativo, devono lavorare in stretto rapporto con la scuola dando la propria competenza specifica e rifiutando deleghe educative.

Le famiglie e la scuola collaborano alla costruzione delle prime esperienze di vita dei bambini.

Educazione partecipata

l’Educazione partecipata, nella partecipazione attiva, è proprio il valore e la strategia che qualifica il modo dei bambini, degli educatori e dei genitori di essere parte del progetto educativo, è la strategia educativa che viene costruita e vissuta nell’incontro e nella relazione giorno dopo giorno.

L’atteggiamento attivo di ascolto tra adulti, bambini e ambiente è premessa e contesto di ogni rapporto educativo, è un processo permanente che alimenta riflessione, accoglienza e apertura verso di sé e verso l’altro, ed infine è condizione indispensabile per educare.

Progettazione collegiale

La progettazione collegiale dell’equipe educativa è una strategia di pensiero e di azione rispettosa e solidale con i processi di apprendimento dei bambini e degli adulti, che accetta il dubbio, l’incertezza e l’errore come risorse, ed è capace di modificarsi in relazione all’evolvere dei contesti.

Si realizza attraverso i processi dell’osservazione, della documentazione e dell’interpretazione in un rapporto ricorsivo.

La progettazione si realizza attraverso una stretta sinergia tra l’organizzazione del lavoro e la ricerca educativa.

Ricerca educativa

La ricerca educativa rappresenta una delle essenziali dimensioni di vita dei bambini e degli adulti, una tensione conoscitiva che va riconosciuta e valorizzata.

Ricerca compartecipata

La ricerca compartecipata tra adulti e bambini è modalità spendibile del quotidiano, un atteggiamento esistenziale ed etico necessario per interpretare la complessità del mondo, dei fenomeni, dei sistemi di convivenza ed è un potente strumento di rinnovamento in educazione.

La ricerca, resa visibile attraverso la documentazione, costruisce apprendimento, riformula saperi, fonda la qualità professionale, si propone a livello nazionale e internazionale come elemento di innovazione pedagogica.

Educazione

L’educazione, frutto di un processo dinamico, si avvale della progettazione-programmazione come strumento di lavoro, di confronto e verifica e di crescita professionale reciproca.

La bambina e il bambino vanno perciò rispettati come soggetti attivi, protagonisti della propria crescita e non semplici esecutori di sequenze previste e prestabilite.

Ne deriva la necessità di giustificare sempre sul piano pedagogico i contenuti e gli obiettivi, le scelte metodologiche, gli strumenti utilizzati nei diversi aspetti dell’educare.

Principi metodologici

La Scuola dell’Infanzia S.Giuseppe riconosce come aspetti essenziali del proprio servizio educativo:

  • La relazione personale, significativa e positiva, tra pari e con gli adulti;
  • La valorizzazione del gioco come forma di apprendimento ludico delle attività didattiche;
  • L’esperienza diretta a contatto con la natura, con i materiali e l’ambiente sociale e culturale, per orientare e guidare la spontanea curiosità dei bambini, in percorsi sempre di esplorazione e di crescita.

Ogni anno il Collegio Docenti elabora una programmazione educativa in conformità con le finalità esplicitate dalle “Indicazioni Nazionali delle Attività Educative nella Scuola dell’infanzia” e dalle “Raccomandazioni” per la loro attuazione.

La programmazione si struttura in quattro punti:

  • Definizione degli obiettivi;
  • Individuazione e scelta dei contenuti e delle esperienze per la gestione delle attività;
  • Identificazione delle procedure didattiche, dei metodi e delle strategie d’intervento;
  • Verifica degli obiettivi scelti e perseguiti a livello di competenze dei bambini e dei percorsi didattici.

L’organizzazione delle attività si fonda su una continua flessibilità ed un’elastica operatività didattica, in relazione alla variabilità individuale dei ritmi, dei tempi, degli stili di apprendimento, delle motivazioni e degli interessi di ciascun bambino e di ciascuna bambina.

Le attività si svolgono sia all’interno delle sezioni che in laboratori allestiti in spazi appositamente attrezzati, vivendo una realtà di apprendimento per intersezione.

Il personale docente

Alle Insegnanti spetta il compito della formazione integrale dei piccoli con il dovere di condividere e attuare la proposta educativa propria della scuola e quindi i valori a cui essa si ispira e le finalità a cui tende.

L’insegnante è un professionista dell’istruzione e dell’educazione.

L’insegnante ama i bambini che gli sono affidati e se ne prende cura, promuovendone la crescita e creando ambienti e situazioni in cui ogni singolo bambino, all’interno del gruppo, possa esprimersi al massimo delle sue capacità.

L’insegnante deve essere motivato, attento alle specificità dei bambini e dei gruppi.
Il suo stile educativo si ispira a criteri di ascolto, accompagnamento, osservazione del bambino e presa in carico del suo “mondo”.

La sua progettualità si concretizza nel dare senso e intenzionalità alle proposte e esperienze compiute nella scuola.

Ad ogni educatrice sono richiesti:

  • Una solida preparazione pedagogica e competenza professionale;
  • La consapevolezza che il compito educativo si attua attraverso la testimonianza della propria vita;
  • La disponibilità al lavoro collegiale, non solo a livello didattico, ma sopratutto educativo;
  • Un atteggiamento di apertura al dialogo e al confronto con i bambini e le famiglie;
  • Un costante e profondo impegno nella formazione professionale, la quale si sviluppa in modo sinergico tra gli aggiornamenti della singola scuola dell’infanzia, il piano di formazione del sistema dei servizi educativi, le occasioni formative e culturali presenti sul territorio.

Pertanto il Collegio Docenti non solo si rende disponibile ma si fa promotore di:

  • Incontri al suo interno per l’elaborazione della programmazione educativa e didattica;
  • Iniziative formative per le famiglie attraverso l’attivazione di colloqui, momenti di confronto e condivisione delle finalità educative cui tendere, incontri di formazione e di dialogo;
  • Incontri con gli operatori delle realtà che, a vario modo, interagiscono con la scuola, in modo particolare con le scuole del territorio (asili nido, scuole dell’infanzia, scuole elementari).

Ruolo particolarmente importante ha la Coordinatrice, cui spetta il compito e la responsabilità di stimolare, organizzare e coordinare tutte le attività della Scuola.

“L’agire educativo ha sempre un valore di testimonianza: costruisce relazioni, comunità, aiuta a scoprire il proprio posto nel mondo, tra gli altri e dà spessore all’esistenza”. (E. Musi, Progettare il futuro)

Personale ausiliario

Il personale ausiliario, per le attività che è chiamato ad eseguire, fa parte integrante della comunità educativa.

Svolge il proprio lavoro in sintonia con il progetto educativo, collabora con le educatrici ed instaura rapporti positivi con i bambini e con i genitori, per questo pone attenzione all’infanzia, attraverso un comportamento consono all’ambiente educativo in cui opera.

Le famiglie

La famiglia è l’ambiente naturale all’interno del quale si realizza la prima educazione dei propri figli, infatti in essa si fonda la prima matrice educativa che pone al centro l’aspetto etico ed affettivo per la crescita dei bambini.

La famiglia è la prima comunità educante a cui il bambino fa riferimento, e attraverso una delle prime esperienze di socializzazione del proprio figlio, instaura un rapporto costante di collaborazione, di fiducia e di confronto con la scuola dell’infanzia.

La scuola, nel rispetto delle competenze e dei ruoli specifici, ricerca la cooperazione e il sostegno dei genitori per il conseguimento dei comuni obiettivi educativi e di crescita.

La famiglia all’interno del nostro ambiente scolastico ha un ruolo attivo:

  • Nella condivisione dei valori educativi a cui la scuola s’ispira;
  • Nella disponibilità a proporre, sostenere a animare le iniziative atte al raggiungimento delle mete educative;
  • Nella partecipazione ad un organo chiamato Consiglio di Scuola dove partecipano i rappresentanti di classe;
  • Nella partecipazione agli incontri di informazione e formazione che mirano non solo alla crescita individuale ma anche alla creazione di un grande gruppo genitori in dialogo tra loro e con la realtà scolastica e sociale.

La Scuola diventa così occasione di incontro e di confronto, quindi luogo di crescita per le stesse famiglie.

Da questo incontro nasce e si costruisce una corresponsabilità educativa tra scuola e famiglia.

La nostra comunità educante

L’educazione non è un processo lineare e a senso unico fra due soggetti (chi educa e chi viene educato), ma piuttosto è un processo che coinvolge l’intero sistema dei soggetti dell’educazione.

Quando parliamo di “soggetto”, intendiamo colui che agisce, che compie un’azione e all’interno del processo educativo i soggetti sono i bambini, le insegnanti, la famiglia, la scuola e la comunità.

Possiamo quindi immaginare il processo educativo come “un cerchio, o meglio una spirale, dove ad ogni giro sono continuamente coinvolti: bambini, insegnanti, genitori, scuola e comunità.

Il bambino è fatto di cento

Il bambino è fatto di cento lingue,
cento mani, cento pensieri,
cento modi di pensare, giocare, parlare.
Cento sempre cento
modi di ascoltare, di stupire, di amare.
Cento allegrie per cantare e capire
Cento mondi da scoprire
Cento mondi da inventare
Cento mondi da sognare!

Revisione n°11 – Il presidente
Pero, Settembre 2019, Don Maurizio Memini

Approfondimenti

Scarica il Regolamento della Scuola del’Infanzia S.Giuseppe (circa 800Kb).

Scarica il PTOF, Piano Triennale dell’Offerta Formativa (circa 1,8 Mb).

redazioneProgetto Educativo – Scuola dell’infanzia S. Giuseppe